“Cuciniamo insieme: A pranzo con la generazione Z” nella casa Maffi di Mezzana

Un pranzo tradizionalmente toscano, cucinato e servito dagli allievi dell’Istituto Professionale per il Servizio Alberghiero e della Ristorazione Matteotti di Pisa, è stato l’atto conclusivo di un percorso che ha visto protagonisti i ragazzi e “i nonni” della Rsa.

Mezzana (Pisa) 15 maggio 2024 - “Ho rivisto un anziano che assomigliava un botto al mi’ nonno” dice Samuele, sottolineando come per lui l’esperienza è stata speciale. Eleonora aggiunge: “Per noi è una bella esperienza. Sono felice di essere qui.” Valerio Vittori, insegnante di cucina, spiega che il menù è stato costruito con gli abitanti della Rsa: piatti della tradizione toscana, una panzanella come antipasto, una pasta con gorgonzola e noci, un merluzzo con purè di patate, e torta con bischeri per dolce. “Le persone vengono da noi per stare insieme in una dimensione di relazione positiva, per esempio in un ristorante - ha detto il prof. Vittori - e questo rende il nostro lavoro affascinante”. Insomma a tavola si fa festa. 

Ed è stato così: una giornata di grande festa in cui i ragazzi, tutti con uniformi impeccabili, hanno dimostrato la loro professionalità, e gli anziani li hanno applauditi e ringraziati di cuore

A pranzo con la generazione Z

Luciano Mammana, insegnante di sostegno e musicoterapista, ha raccontato che la proposta della Cardinal Maffi, attraverso,  Silvia Buoncristiani (direttore escutivo della casa di Mezzana), è stata molto apprezzata fin da subito anche dal dirigente scolastico prof. Caruso. L’idea di mettere in contatto i ragazzi con gli anziani della Rsa, un incontro tra generazioni, sulla base del gusto, della tradizione culinaria è parso molto arricchente per tutti e ha riservato anche alcune sorprese. L’alberghiero, che ha una grande tradizione di inclusione (sono circa 100 gli insegnanti di sostegno impiegati) e inoltre molti alunni provengono da diverse culture extraeuropee nella misura di circa il 30/40 per cento, e questo incide sia sui gusti che sulle lavorazioni dei cibi. Il progetto si è sviluppato attraverso 4 incontri, con approfondimenti anche sulle necessità alimentari specifiche in una Rsa, consapevoli che per i ragazzi il lavoro in una mensa è un possibile sbocco professionale. C’è stato un incontro con tutte le quinte classi in cui una fisioterapista e  un’infermiera della Maffi hanno spiegato come si affronta l’alimentazione di persone anziane con diverse patologie. E’ seguita la visita nella Rsa in cui i ragazzi hanno intervistato i “nonni” sui loro gusti e ricordi. Stefano De Raco, insegnate di sala, sottolinea che servire queste persone, in un ambiente colorato e sereno porta i ragazzi a metterci passione e a imparare a lavorare in team. “Bisogna conoscere le persone a cui si offre il cibo”, dice Eleonora “per questo ho scelto di specializzarmi nel percorso della sala perchè mi piace stare con la gente”. 

A pranzo con la generazione Z

I commenti dei nonni: “Buonissima la cucina” dice Mario, “Siamo contenti, questi ragazzi son bravi.” “Io mangio poco, ma quel poco è buonissimo.” dice una signora: “Bisogna far loro un bell’applauso, se lo meritano.” Giancarlo aggiunge: “io devo mangiare senza glutine, ma i ragazzi hanno senz’altro passato l’esame, la pasta era al bacio.” E un’altra signora: “La panzanella non so se era fatta come si deve, ma l’era bona, bona!”.

A pranzo con la generazione Z

Si ringrazia il Conad di Pappiana, San Giuliano Terme, che ha fornito la materia prima e la ditta Gazzoli che ha permesso di utilizzare la cucina che si trova nella Rsa.

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Amministratore di sostegno, a 20 dalla legge QUALI PROSPETTIVE? Il convegno

Una figura chiave, con la quale gli operatori che lavorano con situazioni di fragilità si trovano a collaborare quotidianamente, esattamente come i familiari.

È l’amministratore di sostegno alla ‘conoscenza’ del quale la Fondazione Casa Cardinale Maffi - realtà che si prende cura di circa 500 persone distribuite in 8 strutture -, ha deciso di dedicare un convegno. Una mattina di approfondimento e dibattito aperta, appunto, ai familiari di persone fragili e alle varie professioni che si relazionano ogni giorno con l’amministratore di sostegno.

Il convegno “Amministratore di Sostegno a 20 anni dalla legge: Quali prospettive?” si svolgerà venerdì 31 maggio dalle 8 alle 13 alla Stazione Leopolda (piazza Guerrazzi, Pisa) e si articolerà in tre momenti: il primo farà un excursus storico sulla nascita della figura, presentando la legge nazionale e regionale; il secondo cercherà di contestualizzare la normativa nel quotidiano partendo da una tavola rotonda aperta ai diversi attori che si interfacciano con l’amministratore di sostegno e che troverà vari spunti di riflessione fino ad individuare e conoscere i bisogni emergenti e i percorsi in atto in Regione Toscana. Il terzo momento proporrà una sintesi accendendo i riflettori sulle prospettive future della figura dell’amministratore di sostegno. Infine, un momento di dibattito e confronto per tentare di rispondere ai dubbi e domande.

Dopo i saluti del presidente della Fondazione Maffi Franco Luigi Falorni e quelli istituzionali di Michele Conti (sindaco di Pisa), Antonio Mazzeo (presidente Consiglio regionale), Serena Spinelli (assessore Regione Toscana), Laura Guerrini (Direttrice servizi sociali Azienda Usl Toscana Nord Ovest), Cristina Laddaga (Direttrice Società della Salute Pisa), Paolo Oliva (Presidente Ordine degli Avvocati di Pisa), Rosa Barone (Presidente del Consiglio regionale della Toscana dell’Ordine degli Assistenti sociali), Franco Massi (Presidente nazionale Uneba) e di Monsignor Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa, avrà luogo il primo focus dedicato alla nascita della figura dell’amministratore di sostegno. Su questo tema interverranno Elena Vivaldi della Scuola Sant’Anna e l’avvocato Massimo Bigoni.

Seguirà la tavola rotonda con Federico Vola (responsabile Sviluppo Fondazione Maffi), Alice Dominici (Amministratore di sostegno), Elena Fimiani (vicepresidente Associazione spezzina amministratori di sostegno), Giulietta Falorni (Assistente sociale Fondazione Maffi), Giuseppe Guaricci (Comitato Esecutivo Nazionale Uneba), Ilaria Lombardi (Direttrice esecutiva Fondazione Maffi), Lorenzo Salvucci (assistente sociale Azienda Usl Toscana Nord Ovest).

Si parlerà poi dei bisogni emergenti con Santa Spina (Giudice tutelare del Tribunale di Pisa) e dei percorsi in atto nella Regione Toscana con Barbara Trambusti (dirigente settore integrazione socio-sanitaria Regione Toscana).

Ultimo atto: le prospettive. Il compito di delineare le sfide future sarà di Paolo Cendon, ordinario dell’Università degli studi di Trieste. Dibattito e chiusura con il Direttore della Fondazione Maffi Michele Passarelli Lio.

Modera il giornalista Antonello Riccelli.

Il convegno è patrocinato da Regione Toscana, Uneba, Comune di Pisa, Azienda Usl Toscana Nord Ovest.

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA E GRATUITA COMPILANDO IL FORM

E' stato richiesto accreditamento per Assistenti Sociali, Avvocati, e per tutte le professioni sanitarie (crediti ECM)

Per informazioni 0586.617203 - david.franceschini@fondazione,maffi.it

IL PROGRAMMA

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Con l'ottimismo della volontà SAN CERBONE 2024

San Cerbone 2024

Il volontariato, la crisi di oggi e il domani da ri-costruire. È stato questo il tema - stimolante, pieno di domande, luci, ombre, storie e volti - al centro della due-giorni promossa e organizzata dalla Fondazione Casa Cardinale Maffi al convento di San Cerbone (Lucca). Un seminario residenziale che, ogni anno, anticipa ed inizia a gettare i semi di quello che sarà il meeting di settembre. “Con l’ottimismo della volontà”, questo il titolo e il filo conduttore di entrambi gli appuntamenti.

San Cerbone 2024

A San Cerbone si sono susseguiti momenti di riflessione, incontri, testimonianze e attività di formazione: “Un’occasione di ascolto e condivisione a partire dal tempo che noi possiamo mettere a disposizione gratuitamente per dare dignità alle persone fragili” queste le parole che hanno introdotto la due-giorni pronunciate dal presidente Fccm Franco Falorni.

San Cerbone 2024

“Se vuoi puoi guarirmi”: la riflessione biblica di Monsignor Roberto Filippini, vescovo emerito di Pescia e al lungo cappellano del carcere Don Bosco, ha individuato alcune delle strade che conducono al volontariato, esperienza che rappresenta una “irruzione sorprendente e sconcertante in grado di mettere ognuno di noi di fronte all’alterità”, esperienza nei confronti della quale la reazione personale, intima ed interiore può essere di natura diversa: “fastidio, freddezza, indifferenza oppure compassione, partecipazione, fino all’indignazione civile e alla ribellione di fronte a una disuguaglianza”. E qui sta il ‘senso’ dell’agire avendo di fronte l’altro.

L’esempio proposto, andando indietro nel tempo, è stato quello di Maria Eletta Martini, insegnante e politica a cui si deve la legge quadro sul volontariato del 1991 . A ‘raccontare’ questa figura – approfondendo quella che si può definire “la cultura del volontariato” - ci ha pensato il professor Emanuele Rossi: “Volontariato per lei non era solo riparare i cocci ma cercare un’azione politica, culturale, sociale affinché quei cocci non si realizzassero più. Una donna che aveva una visione della società e del bene comune, e che a partire da questo, lavorava per costruire un consenso, non come talvolta si vede oggi in cui il processo è invertito”.

Significative le testimonianze di Antonio Gravina (Il Gabbiano Laav), Valentina, Gioele e Diego (Agesci Rosignano), Giovanna Baldini e Moreno Pierobon (Controluce Pisa), Sandro Del Rosso (Aipd Pisa), interventi coordinati dalla dottoressa Simona Cintoli.

San Cerbone 2024

Il pomeriggio è stato dedicato alla formazione curata da Francesco Niccolai, formatore Usl Toscana Nord Ovest, con attività pratiche e riflessione a gruppi sulle parole volontà, volontariato e sulle loro possibili connessioni. Attività serale: esperienze di pet therapy con l’associazione BarryDog Campus.

San Cerbone 2024

La seconda giornata di lavori, venerdì 19 aprile, è stata inaugurata dalla lucida e appassionata analisi di Donatella Turri, direttrice della Fondazione per la coesione sociale e membro di Caritas italiana nell’equipe sulla povertà educativa. Nel suo intervento un articolato ‘viaggio’ alla ricerca del senso, del perché si può decidere o meno di essere volontari, scendendo fino alle possibili radici alla base dell’attuale fuga dei giovani dal mondo del volontariato e alle motivazioni personali e interiori: “Io chi sono, dove sto guardando, dove mi sto orientando, qual è il magnetismo che guida i miei gesti? La volontà ci chiede di interrogarci sulla nostra identità, la volontà può essere orientata e questo ci dà una grande responsabilità”.

Relazione, gratuità, grazia, comunità, una postura dal basso che offre punti di vista diversi e si oppone a quell’atteggiamento marveliano, da super-eroe, che è il rischio principale di chi fa volontariato o ricopre il ruolo di operatore. Una ricerca del senso più profondo del volontariato che Turri ha ben rappresentato citando il film di Kean Loach “La parte degli angeli”: “I distillatori di whisky chiamano così la parte che evapora nella botte, che va verso l’alto. Sembrerebbe persa, se lo bevono gli angeli, ma è in realtà responsabile della qualità del tutto”.

Elisabetta Marchetti, presidente della neonata associazione Amici della Maffi, ha spiegato origini e motivazioni, introducendo altre due associazioni. Avo Pisa e Aima Costa Etrusca.

San Cerbone 2024

Infine, prima della Santa Messa, la ‘lettura’ di Monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa: “Siamo in un momento di cambiamento d’epoca a tutti i livelli, i parametri culturali sono cambiati radicalmente e continuano a mutare sotto impulso dinamiche indotte dai poteri forti, finanziari ed economici. Assistiamo all’esasperazione dell’io a discapito del noi, alla perdita dell’idea di persona per affermare l’idea di individuo e questo porta a forme di intolleranza sempre più marcate. È in questo panorama che il tema del volontariato si trova ad entrare in crisi, a livello di numeri e definizioni identitarie. Ma è in questo contesto che diventa quanto mai fondamentale il recupero della centralità della persona umana, come possiamo leggere nell’Enciclica di Papa Benedetto XVI Caritas in veritate”.

San Cerbone 2024

Don Antonio Cecconi, Giuseppe Meucci e Federico Vola hanno riallacciato le fila delle varie riflessioni proposte. A chiudere la due-giorni di San Cerbone il punto di vista offerto da Maria Antonietta Scognamiglio, centrato sul concetto di buona politica, quella “che nasce da un bisogno”, e le conclusioni del direttore della Fondazione Casa Cardinale Maffi Michele Passarelli Lio il quale ha ‘raccolto’ le parole chiave del seminario proponendone un’ultima, somma perfetta tra volontà e volontariato: “Volentieri”.

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Io sono più di un algoritmo: la presentazione del libro a Massa con Opi

Il 23 aprile dalle 17 alle 18:30, presso il “bar pasticceria Aldo” in via Pietro Mascagni a Massa (MS), ci sarà la presentazione dei libri “io sono più di un ALGORITMO, il valore di una carezza” a cura di Franco Falorni, Presidente della Fondazione Casa Cardinale Maffi, e di “Salvarsi da bufale e fake news” di Martina
Benedetti, una delle infermiere assurte a immagine simbolo della lotta al Covid. Saranno presenti gli autori. L'evento è organizzato da Opi Ordine Professioni Infermieristiche in collaborazione con Fondazione Maffi, in occasione della Giornata Mondiale del Libro.

I due libri aiutano a capire la realtà nella quale siamo immersi, la realtà della cura di persone fragili ma
anche la realtà delle false notizie online, specialmente nell’ambito della salute e dell’aver cura. Il libro di
Falorni utilizza una ricerca scientifica per dimostrare che “le carezze” sono importanti nell’ambito della
lungo degenza e delle malattie croniche, il saggio della Benedetti, che è infermiera in un reparto di Terapia Intensiva, spiega come sia necessaria la metodologia della ricerca applicata alla vita quotidiana per difendersi dalla disinformazione che ormai impera selvaggia, specie online. All’evento che è organizzato da OPI Massa Carrara (Ordine delle Professioni Infermieristiche) e dalla Fondazione Maffi, sono invitati gli infermieri e i cittadini di Massa Carrara.

L'iniziativa organizzata dall'Ordine, con la collaborazione della Fondazione Maffi, - commenta Luca Fialdini Presidente dell'Ordine - ricorda due grandi temi per la nostra professione: il valore della scienza e dell'umanizzazione delle cure. La nostra professione ha il privilegio di relazionarsi con la persona assistita, ogni giorno. Il tempo di relazione è tempo di cura: non può esserci cura senza apprendimento e, nella reciprocità della relazione, l’aiuto viene immediatamente ripagato con il rispetto, la gratitudine, la crescita professionale e personale. Solo così non verrà mai a crearsi un vuoto. L’infermiere si fa garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono e il tempo che verrà impiegato nella relazione di cura sarà la costante che guiderà il professionista infermiere. Tutto questo dopo anni di formazione universitaria, nel rispetto dei principi e valori etici -deontologici e delle migliori evidenze scientifiche".

Prenotazioni: info@opimassacarrara.it
Maggiori informazioni su www.opimassacarrara.it


Io sono più di un algoritmo, Il valore di una carezza
a cura di Franco Falorni , Pacini Editore 2023, 288 pagine 14 euro
Una lettura stimolante e attuale, accessibile a tutti, profonda e curiosa, in cui le storie delle persone fragili si mescolano alle riflessioni sull’aver cura oggi. È questo il contenuto del secondo volume che l’editore Pacini pubblica a cura di Franco Falorni, presidente della Casa Cardinale Maffi. Un libro a più mani costruito su tre sezioni. La prima, dedicata a “empatia, relazione, aiuto e cura”, è una sorta di premessa teorica a tutto il resto. Attraverso i saggi di due filosofi (Adriano Fabris e Stefano Perfetti), di una professionista della cura (Antonia Peroni), del presidente e del vice presidente della Maffi (Falorni e Cecconi), si indaga sulla carezza (e sulla dimensione della tenerezza), che è poi una metafora della relazione di cura, ossia di quella dimensione indispensabile alla dignità della persona, parte
fondamentale della qualità di vita nella lunga degenza. In questa sezione ci sono anche le storie delle persone fragili – chiamate Sorelle e Fratelli Preziosi nella Maffi – che sono spunto concreto per cogliere questa dimensione chiave. La terza sezione del libro è dedicata al teatro come forma di cura. Gli autori sono alcuni operatori Maffi che da quasi due anni formano una compagnia teatrale, assieme ai loro assistiti, e i registi Rachele Casali e Lamberto Giannini. La tesi è che il teatro vero, ossia quello che punta a realizzare spettacoli di impatto e qualità, è terapeutico per tutti coloro che vi prendono parte. Non solo, l’inserimento di persone fragili, con le loro storie, la loro personalità, il loro vissuto, rendono lo spettacolo più interessante, più divertente, più provocatorio, più spettacolare. Tutto il contrario del pietismo a cui si potrebbe pensare. La parte centrale del libro è forse quella più originale, concreta e propositiva. Si
prende di petto il tema degli algoritmi come strumenti di misurazione e pianificazione e si ipotizza di misurare il valore (o meglio il costo) di una carezza. Il capitolo è firmato da tre economisti (Gianluca Gionfriddo, Giovanni Padroni e Andrea Piccaluga), un fisico, che si occupa di intelligenza artificiale (Andrea Carobene), e tre persone che lavorano in Maffi (Francesco Andreoni, Federico Vola e Michele Passarelli). Conclude il volume una riflessione sul volontariato di Luca Gori e Franco Falorni. L’introduzione è a firma dell’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto.

Salvarsi da bufale e fake news
di Martina Benedetti, Nutrimenti 2024, 176 pagine 16,15 euro
Da una delle infermiere assurte a immagine simbolo della lotta al Covid, un manuale di autodifesa dalle false verità del web. Un saggio di divulgazione scientifica che spiega l’importanza della metodologia della ricerca applicata alla vita quotidiana per difendersi dalla disinformazione che ormai impera selvaggia, specie on line. Un’infermiera divenuta simbolo nella lotta alla pandemia di Covid, racconta come sia facile imbattersi in false verità e come difendersi attraverso la metodologia della ricerca. E non solo in ambito sanitario. Sapevate che esiste un’associazione statistica tra il numero di persone che sono annegate cadendo in una piscina e il numero di film in cui Nicolas Cage è apparso in un determinato anno? Non vi è ovviamente nessuna relazione causale tra le due cose e il collegamento è ovviamente solo apparente, eppure è il tipo di ragionamento spesso usato per spacciare false verità. Imparerete a riconoscere una correlazione spuria. Salvarsi da bufale e fake news, vorrebbe funzionare da vero e proprio setaccio per filtrare le notizie che leggiamo in rete. Vi insegnerà a diffidare dai ‘disinformatori seriali’ dandovi gli strumenti per riconoscere false verità e leggende metropolitane. Un solo linguaggio vuole fare da padrone a questo libro: quello della scienza. Un libro che non è applicabile soltanto al complottismo pandemico ma a quello su qualsiasi argomento, per liberarsi da ciò che ci incatena: ignoranza, superstizione, credenze popolari, pregiudizi.

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La forza di una carezza: il 10 aprile a Rosignano con Aima

L’iniziativa è organizzata da Aima Costa Etrusca e Fondazione Maffi e si terrà mercoledì 10 aprile nella nuova sede, recentemente inaugurata dell’associazione in via Amendola. Al centro dell’incontro il valore della carezza nella relazione di cura, tema dell’ultimo Meeting Maffi. Il presidente FCCM Franco Luigi Falorni presenterà il libro “Io sono più di un algoritmo, il valore di una carezza” e sarà l’occasione per discutere dell’assistenza alle persone fragili e dell’importanza di tutti quei gesti dal valore infinito e non misurabile che sono essenziali e che hanno comunque un costo, di attenzione personale e di tempo. 

Franco Luigi Falorni Presidente FCCM

L’incontro vedrà i saluti dell’Amministrazione Comunale e l’intervento della dottoressa Rossella Gattai, geriatra. Moderano Paola Giuntoli e Themistocles Kazantis, di Aima che da sempre si occupa di persone con Alzheimer e dei loro familiari, offrendo supporto e promuovendo iniziative che favoriscano l’aggregazione e il confronto. 

Seguiranno le testimonianze di Marinella Zagaglia (Aima), Riccardo Nannetti (Agenzia Sport di Rosignano) Carolina Megale (Museo Bombardieri di Rosignano e coordinatrice del progetto Museo Alzheimer), Sabrina Papi (storica dell’arte e operatrice museale Alzheimer), Gloria Paggetti (In viaggio con noi) e caregiver familiari.  

“Fare rete tra le realtà che si occupano di persone fragili è il primo passo per offrire risposte che mettano al centro la persona e la relazione - sottolinea il presidente Falorni -. Le nostre Case non sono fortini, anzi hanno le porte spalancate. E noi lavoriamo per creare tende ampie sotto le quali accogliere tutti coloro che come noi conoscono bene il valore infinito della carezza. La carezza è ascoltare, portare al museo, imboccare, confortare, comprendere che i bisogni vanno al di là di quelli fisiologici e che la qualità della vita non può prescindere dalla relazione”. 

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L'Arcivescovo Benotto a Palazzi per la Santa Pasqua

Nel corso dell’incontro in preparazione alla Pasqua, illustrati i progetti che hanno coinvolto le diverse Case della Maffi, i Fratelli e Sorelle Preziosi e la società civile

In queste buone pratiche la relazione diventa vita. Lavorare con il cuore e la fantasia fa la differenza

Progetti originali che hanno mosso la società civile e le diverse case della Maffi (500 assistiti, altrettanti operatori, 8 strutture sul territorio costiero da Cecina alla provincia di La Spezia) sono stati presentati, in occasione di un incontro in preparazione della Pasqua, all’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto.

Dall’ospitalità allo stadio, che il Cecina Calcio ha dato agli assistiti Maffi di San Pietro in Palazzi, alla pet therapy in Rsa (a Cecina) e in una struttura con persone in stato vegetativo; dall’ideazione (a Rosignano) di una favola – favolando sottosopra - per spiegare ai bambini che cosa sia la demenza, alla collaborazione con una scuola alberghiera (il Matteotti di Pisa) per creare un menù con la generazione Z, e al “a che gioco giochiamo” tra i nonni della rsa di Mezzana) e “i nipoti” della locale scuola elementare; dal “mosaico dell’inclusione” in cui la ceramica diventa un passe-partout per unire diverse scuole del territorio alla residenza per disabili di Collesalvetti, ai concerti organizzati con un coro fatto anche dai cantanti con malattia psichiatrica dell’Olmarello, alle borse di lavoro per i residenti della struttura psichiatrica di Fivizzano.

fondazione maffi Pasqua (1)

“Il filo che lega tutti questi progetti – ha detto l’arcivescovo di Pisa Paolo Benotto – è la relazione che diventa vita.” Ed ha aggiunto che durante la sua recente visita ad limina (una visita che i vescovi fanno ogni 5 anni con il Papa, e la Santa Sede, per parlare di problematiche e prospettive), incontrando il dicastero della promozione integrale della persona presieduta dal cardinal Michael Czerny, ha parlato della Maffi e in particolare, come di una buona prassi sperimentata, della “Palestra di Gabriele”, l’iniziativa per-corso di apprendimento offerta nelle case Maffi a chiunque nella società civile ne sia interessato. 

fondazione maffi Pasqua

“Queste buone pratiche, che mi avete raccontato, – ha detto l’arcivescovo – vanno fatte conoscere non tanto per farsi pubblicità ma principalmente perché le storie che incarnano un’esperienza sono più eloquenti di tanti discorsi teorici e manifestano i valori dai quali originano.” “Non vi fermate mai. – ha concluso Benotto - Ragionate su quello che fate, condividetelo sempre di più, perché è un segreto importante questo di lavorare con fantasia e con il cuore perché, al di là delle risorse economiche, è questo che fa la differenza.”

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Le nostre carezze diventano "street": due flash mob per sostenere la qualità della cura

La forza dirompente di una carezza. Il calore di un abbraccio gentile ed inatteso. Doppio flash mob, a Cecina e Pisa, organizzato e promosso dall’associazione Noi – Amici della Maffi. “Street-care(zza)”, questo il titolo dell’iniziativa che ha visto la partecipazione dei Fratelli e Sorelle Preziose e delle associazioni del territorio. Un’occasione per mescolarsi tra le persone e raccontare un’altra storia, portando in strada il valore della carezza intesa nel senso più ampio del termine e ancora di più quando si tratta di persone fragili.


Con l’attenta ed energica regia di Lamberto Gianni e Rachele Casali e il patrocinio delle amministrazioni comunali, Fratelli e Sorelle Preziosi, operatori delle ‘case’ della Maffi e delle altre realtà del volontariato cecinese (Oliver accende un Sorriso, Agesci scout, Holtre, Aima) hanno colorato domenica 17 dicembre il centro pedonale di Cecina, replicando il flash mob a Pisa il 23 dicembre in piazza XX Settembre, ‘entrando’ nel cuore dello shopping natalizio. Ad accogliere i passanti anche i volontari di Avo, Aipd, il gruppo Scout Agesci Pisa 3, le suore francescane ospedaliere di Santa Chiara e il Gifra.
Prima il dono delle carezze, i sorrisi, l’incontro. Poi la ‘sessione’ di abbracci e una serie di cartelli colorati, messaggi fortissimi nella loro semplicità, anche per i più distratti: “La carezza è considerarti una persona preziosa sempre”; “La carezza è essere gentile con la tua mamma”; “La carezza è vincere a biliardino e ridere, ridere, ridere… insieme”; “La carezza è aprire il fortino dentro e i fortini fuori”….
Infine, il ballo scatenato e la ‘scultura’: un’allegra e scomposta foto di gruppo.

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Il premio "L'Asino che raglia" a Luisa Prodi, fondatrice dell'associazione Controluce

Un premio che parla di volontariato e futuro, anche quando sembra lontanissimo. È stato assegnato a Luisa Prodi, fondatrice nel 1993 dell’associazione di volontariato penitenziario Controluce, il premio “L’Asino che raglia”, iniziativa fortemente voluta da Franco Falorni, presidente della Fondazione Maffi, e giunta ormai alla XV edizione.

L'asino che Raglia 2023

Docente di matematica e fisica al liceo Ulisse Dini, catechista, volontaria, madre, donna ha raccontato, nel corso della cerimonia che si è svolta all’Auditorium Toniolo di Pisa (in diretta su Granducato tv), la sua esperienza, dalla scoperta del carcere alle attività di oggi.

Il premio consiste in una scultura di Luca Verdigi, che raffigura un asino che raglia e guarda in alto. Tra i premiati nel corso degli anni: l’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, nel 2022, e scorrendo indietro Angela Gioia, responsabile dell’unità di cure palliative, Paolo Malacarne già direttore dell’unità di anestesia e rianimazione, Emanuele Rossi docente di diritto costituzionale al S. Anna e molti altri.

L'asino che Raglia 2023

In occasione della cerimonia, dopo la riflessione dell’Arcivescovo Benotto (che ha consegnato il riconoscimento nelle mani di Luisa Prodi, insieme a Franco Falorni) e il divertente intermezzo dell’avvocato Lorenzo Gremigni, è stata presentata anche l’associazione “Noi Amici della Maffi”, presieduta da Elisabetta Marchetti. A Giuseppe Meucci vicepresidente dell'associazione, il compito di leggere le motivazioni del premio e annunciare il conferimento a Luisa Prodi.

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In piazza per una Street-care(zza)

Operatori Casa Cardinale Maffi, volontari dell’associazione Amici della Maffi, Fratelli e Sorelle Preziose insieme a associazioni del territorio. Tutti insieme nel centro pedonale di Cecina domenica 17 dicembre a partire dalle 15.30. E poi di nuovo sabato 23 dicembre a Pisa, in piazza XX Settembre.

“Balleremo, canteremo, regaleremo carezze” è il grido con cui viene presentato l’evento, una iniziativa simbolica, ma neanche tanto, a cui è stato dato il nome Street-care(zza). 

L’obiettivo è sensibilizzare sul valore della carezza intesa nel senso più ampio del termine e ancora di più quando si tratta di persone fragili, come i Fratelli e le Sorelle Preziosi - così alla Fondazione Maffi sono chiamati gli assistiti -. Carezza è ascoltare, avere pazienza di imboccare, rispettare i tempi delle persone, conquistarne la fiducia, offrire loro una “assistenza di qualità” che li consideri appunto persone, preziose nella loro fragilità, e non numeri, algoritmi. 

Questo è stato anche il tema del 6° Meeting della Fondazione Maffi, a fine settembre: perchè se il valore della carezza è infinito, è altrettanto oggettivo che abbia un costo in termini di tempo e impegno. La provocazione lanciata dalla Fondazione alla politica, alle istituzioni e ai decisori è difatti volta a chiedere che negli ‘algoritmi’, quando si tratta di assistenza alle persone fragili, venga considerata anche la qualità della cura e non solo la quantità. 

L’iniziativa di domenica 17 si ripeterà anche a Pisa sabato 23 dicembre, in piazza XX Settembre, e vede tra i promotori la neonata associazione Noi Amici della Maffi, organizzazione di volontariato che riunisce familiari, dipendenti ed ex dipendenti, amici. La Street-care(zza) coinvolgerà anche altre associazioni del territorio. 

Lamberto Giannini e Rachele Casali si occuperanno della regia, aiuto regia Sara Turco. Sono loro che tengono il laboratorio di teatro che coinvolge operatori e Fratelli e Sorelle Preziosi della Maffi e che dà vita ogni anno ad un coinvolgente spettacolo: l’ultimo, “Algoritmo”, ha debuttato al Teatro Verdi di Pisa ed è stato, in replica, al De Filippo di Cecina nel mese di novembre. 

Un ringraziamento per l'iniziativa cecinese al Comune di Cecina e al Centro Commerciale Naturale che ci ha accolto all'interno del proprio evento natalizio.

Grazie al Comune di Pisa per aver concesso il patrocinio per la Street-care(zza) che si terrà a Pisa sabato 23.

“Invitiamo tutti a partecipare oltre che ad assistere alla nostra Street-Care(zza) - è l’appello del presidente della Fondazione Maffi Franco Falorni - Renderemo la carezza forte, calda, gentile, gioiosa, universale”.

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"ALGORITMO Il valore di una carezza" arriva a Cecina

Dopo il debutto al Teatro Verdi di Pisa e il successo di questa nuova produzione targata Fondazione Maffi, siamo felici di annunciare che "ALGORITMO Il valore di una carezza" arriva a Cecina, domenica 12 novembre alle ore 17.

Una compagnia sui generis sul palco 14 operatori delle nostre Case, 22 Fratelli e Sorelle Preziosi, come noi chiamiamo i nostri assistiti. 9 tra volontarie e ragazzi dell'associazione Holtre. Con la regia di Lamberto Giannini e Rachele Casali.

𝗜𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗼, 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗮 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼@𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲𝗺𝗮𝗳𝗳𝗶.𝗶𝘁

Bennato diceva “già appena nati ci hanno abituati a non pensare, ma a darcene l'illusione e sempre con la scusa della ragione”, e queste parole riecheggiano in tutto lo spettacolo “ALGORITMO” di Lamberto Giannini e Rachele Casali.

Uno spettacolo che cerca di evitare il pietismo, di mettere in evidenza determinate sofferenze con dei veri e propri schiaffi.
Uno spettacolo che cerca di scavare nel tempo grazie a numerose citazioni e nei cuori delle persone che lo plasmano, ogni attore si fa protagonista grazie al proprio vissuto ed i propri pensieri.

“ALGORITMO” infatti ci mostra come alcune improvvisazioni, che saranno completamente libere da parte degli attori, rompano gli schemi dello spettacolo stesso perché quest’ultimo si costruisce, cerca di diventare pulito ed organizzato ma viene anche volutamente sporcato in una serie di coreografie, sketch comici, scene drammatiche ed improvvisazioni.

𝗖𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶: Piero Angiolini, Nino Badalucco, Francesco Balestri, Massimo Barbafieri, Alessio Bardi, Alissa Bartolini, Thea Becherini, Alessia Boni, Sergio Borghesi, Germana Cantini, Francesco Cappuccio, Francesco Caso, Cristina Danti, Chiara David, Catiuscia Dini, Fabrizio Di Palma, Daila D'Urso, Maria Eugenia Felici, Giuseppina Franchi, Maurizio Frandi, Mirta Frati, Claudio Gasperini, Sara Giannini, Yasmine Hayouni, Marco Lambardi, Francesco Lazzarini, Paola Lombardi, Alessia Manias, Carla Marfella, Samantha Marini, Massimo Menci, Mario Muo’, Matteo Pardini, Michele Passarelli Lio, Mario Pellizzola, Franca Peranzi, Nicoletta Picchi, Marisa Priamini, Luca Sabatini, Kidist Salvini, Ylenia Sarti, Anna Tinfena, Eleonora Trifirò, Lucia Vannucci, Mariella Unguentini.

Regia Lamberto Giannini e Rachele Casali
Aiuto regia Sara Turco e Valerio Brega
Direttore di palco Francesco Pacini Assistenti di palco Sofia Puccini e Allegra Sartoni
Foto Gianni Frati Coordinamento Sara Giannini Comunicazione Giancarlo Polenghi e Badalì
Presenta Lorenzo Gremigni

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