
“E voi? Pensate forse di essere tutti interi?” Con questa battuta finale, pronunciata in coro, con forza, la neonata Compagnia teatrale della Casa Maffi di Fivizzano, interpella il pubblico della piazza Medicea.
E così facendo, da par suo, interroga e pungola i presenti.
Erano arrivati in corteo festoso con alla testa il loro Marco Ippogrifo (ossia il Cavallo Blu di cartapesta di Basagliana memoria che era già sceso dal monte per diversi viaggi).
Cantano: “Ma che aspettate a batterci le mani, a metter le bandiere sui balconi; Sono arrivati i re dei ciarlatani…” E il pubblico non si è fatto pregare, ha applaudito più volte, e a lungo, durante lo spettacolo.
Nella prima giornata delle celebrazioni della 54° Disfida degli Arcieri di Terra e Corte (10 luglio 2026) è andata in scena in prima assoluta “Astolfo sulla Luna” di Camilla Nanna. Un testo che, come nella miglior tradizione teatrale, è nato collettivamente, durante le prove, da parte degli attori (tutti assistiti – Sorelle e Fratelli Preziosi come li chiamano alla Maffi - e operatori della casa psichiatrica).
L’originalità è totale quando il racconto del viaggio di Astolfo viene interpretato dagli psichiatri della struttura (Raffaele Carissimo ha detto, e ripetuto, di essere Astolfo), assieme ai suoi assistiti e in primis da Daimon, uno spirito inqueto e saggio (Simone Galliani). Camilla Nanna che ha curato anche la regia è animatrice della struttura e Ilaria Lombardi, in scena nei panni della Ragina, è la responsabile operativa della casa sociosanitaria.
Con loro quasi 50 attori ciascuno con una parte, piccola o grande che sia, essenziale alla riuscita dello spettacolo. La storia, o meglio, il viaggio, si svolge con 6 tappe e con l’incontro di altrettanti gruppi di persone a cui manca qualcosa di importante. Ciascuno, in modo consapevole o meno, dimostra di aver perso il proprio scopo di vita e Astolfo, che già aveva in animo di andare sulla Luna a recuperare il senno di Orlando, si offre di provare a recuperare anche ciò che manca al Cardinale, al Viaggiatore, alla Regina, al Cavaliere, al Mago, al Poeta. Tra gag spiritose e frasi profonde che toccano il disagio esistenziale della vita di tutti il viaggio giunge fino alla luna, dove, con sorpresa, Astolfo incontra Orlando che era già lì.
Nelle ultime battute c’è la chiave, o meglio le chiavi per ritrovare sé stessi: saper essere in movimento, saper lasciare andare persino parti di sé che parevano essenziali, l’amore nel restare, custodire, aggiustare, le cose perdute.
Splenditi i costumi all’altezza della festa di Fivizzano celebre anche per i suoi 400 figuranti che la animano. Se ci fossero stati dubbi ora essi sono stati definitivamente fugati: la casa Maffi, con tutti i suoi abitanti, è parte integrante della città di Fivizzano.
I cancelli si sono aperti, o meglio, il castello si è trasformato in tenda accogliente che, con arte e originalità, sa riempire la splendida piazza Medicea di saggezza e buon umore.




























