Prima vendemmia a Olmarello: come nasce un vino "prezioso"

Una vigna a tutti gli effetti, pronta a donare i suoi frutti. Mezzo ettaro nel parco della residenza psichiatrica di Olmarello. È qui che nasce il “vino prezioso”. Un’etichetta che racconta una piccola grande rivoluzione che, passo dopo passo, sta diventando sempre più reale grazie all’impegno quotidiano della Fondazione Casa Cardinale Maffi: trasformare i fortini in tende, radicare la fragilità all’interno della comunità, far conoscere la bellezza della prossimità. 

vendemmia Olmarello

Un viaggio iniziato nel 2019, quando sono state piantate le prime barbatelle, di Vermentino, Trebbiano e Albarola, vitigni tradizionali liguri. L’Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto c’era anche allora, quando tutto è cominciato. Poi, con pazienza, attenzione e tanto entusiasmo, è stata portata avanti la creazione del vigneto, e adesso è il momento della prima vendemmia. Al centro di tutta l’operazione: sei Fratelli e Sorelle Preziosi, impegnati operativamente “sul campo”, che hanno potuto imparare a convivere con il ciclo della natura e ad averne cura.  A fare loro da guida, insieme agli operatori della residenza di Olmarello, Andrea Marcesini, titolare dell’azienda vitivinicola La Felce, che ha messo a disposizioni tutti i suoi “saperi”. 

Il percorso che sta portando a questo “vino prezioso” è stato reso possibile dalla sinergia tra Fondazione Casa Cardinale Maffi e Asl 5 (ente capofila) all’interno del progetto europeo “Agricoltura Sociale” che ha visto coinvolte aziende agricole e soggetti fragili dei tre Distretti 17 Val di Vara, 18 Golfo dei Poeti e 19 Val di Magra (Bando di Regione Liguria di Agricoltura Sociale PSR 2014-2020 Mis. 16.09). E monsignor Benotto è tornato a far visita alla Casa di Olmarello. “Quello che avviene qui è la dimostrazione che quando si opera - ha detto - per dare un senso al lavoro dell’uomo, arrivano anche i frutti. E’ un incoraggiamento a investire nel lavoro per costruire qualcosa di bello e buono, insieme ai Fratelli Preziosi”. Nei giorni scorsi a Olmarello hanno partecipato alla vendemmia anche le autorità: l’assessore alle Politiche sociosanitarie e Terzo Settore Giacomo Giampedrone, la consigliera regionale Daniela Menini, Paolo Cavagnaro Direttore Generale Asl 5 e Simonetta Lucarini Direttore Sociosanitario Asl 5, il sindaco di Castelnuovo Magra Daniele Montebello.  

Vendemmia Olmarello

“Con questo progetto vogliamo raccogliere un tesoro prezioso, l’uva, attraverso il lavoro dei nostri Fratelli Preziosi che vivono nella residenza di Olmarello. Anche questa è Fondazione Maffi - ha sottolineato il Presidente Franco Falorni -. Grazie a tutti coloro che hanno permesso questo eccezionale risultato di buon lavoro svolto con professionalità, passione, fatica e tanta gioia. Grazie Fratelli e Sorelle Preziosi, grazie operatori, grazie Andrea Marcesini e collaboratori, grazie Amministratori Regionali e Comunali, grazie dirigenti ASL 5 di La Spezia. Grazie a ‘FCCM Noi’ che al “cane ringhioso del Covid” abbiamo fatto paura tanto che la vite-vita è continuata a crescere rigogliosa”. 

Il direttore generale di Fondazione Casa Cardinale Maffi, Michele Passarelli Lio: “Il nostro ‘vino prezioso’, quello che arriverà dall'uva che oggi iniziamo a vendemmiare, sarà un orgoglio per la Fondazione Maffi, ma credo che lo debba essere per tutto il territorio. Questo progetto di agricoltura sociale, sviluppato con il fondamentale supporto di ASL e Regione Liguria, dimostra che riabilitare e reinserire quelli che noi definiamo i nostri Fratelli Preziosi, non solo è possibile, ma in questi casi diventa realtà. È un successo che vogliamo condividere con lo splendido territorio che accoglie la nostra struttura ad Olmarello, con l'azienda agricola che ci ha aiutato, con i nostri bravissimi operatori e che va dedicato a tutto coloro che vivono, con noi, in tutte le nostre strutture, in Liguria ed in Toscana. ‘Prezioso’ non è solo un aggettivo, per noi della Maffi vuole essere uno stile di relazione che mette la persona che ha bisogno al centro della vita delle strutture; il vino che porterà questo nome ed il progetto con il quale ci siamo arrivati non è assolutamente un punto di arrivo, ma una tappa in un percorso che continuiamo, con decisione, a percorrere insieme”.

Il Vice Presidente della Regione Liguria con delega all’Agricoltura Alessandro Piana: “La vendemmia del ‘Prezioso’ sigla operativamente, in un clima di festa e partecipazione l’integrazione tra le azioni sociali e il mondo agricolo. Il successo di questa iniziativa ha un valore inestimabile di condivisione dei saperi antichi, delle tradizioni e di valorizzazione della comunità. Il terreno vitato coltivato all’interno della residenza psichiatrica l’Olmarello è una palestra metaforica e pratica che ci permette di ricordare gli obiettivi di inclusione, assolutamente centrati, del bando della misura 16.09 lanciato dall'assessorato all'Agricoltura sul Programma di sviluppo rurale per circa 170 mila euro complessivi. Mi riferisco al progetto in toto ‘Il Banco dell’Agricoltura Sociale’, con Asl 5 capofila, coordinamento di Coldiretti, distretto sociosanitario 19, 18 aziende partner di cui la maggior parte agricole. Partendo dalle principali attività del territorio della Val di Magra, ovvero viti e olivi, il piano di rilancio ha dato una fattiva risposta al bisogno di inclusione delle persone in condizione di fragilità e marginalità della struttura psichiatrica l’Olmarello della Fondazione Casa Cardinale Maffi e di persone con disabilità residenti nella struttura 'La Missione' di Consorzio Cometa. Oltre al risultato contingente è molto interessante anche l’attività di sperimentazione del modello di accoglienza in ambito agricolo che favorisce la multifunzionalità e sbocchi futuri di valore”.

L'Assessore alle Politiche sociosanitarie e Terzo Settore Giacomo Giampedrone: "Un’occasione tangibile per lo sviluppo del sociale attraverso la valorizzazione ambientale. Con questo progetto sinergico tra Asl 5 e Fondazione Casa Cardinale Maffi, sostenuto da Regione Liguria, è stato possibile andare incontro ai bisogni di inclusione offrendo l’opportunità di attività collettive in spazi rurali. Un doppio percorso di formazione e condivisione quindi, che attraverso la cura della terra intende anche promuovere la storia e le tradizioni nel nostro territorio, così ricco di bellezza. Nel panorama di attività socio-educative volte a migliorare la qualità della vita dei partecipanti e di coloro che possono usufruirne, questa è certamente una delle più apprezzate, pertanto auspichiamo possa proseguire nel tempo. Regione Liguria è al fianco degli operatori sociali e sociosanitari, sempre in prima linea, della Asl e degli ospiti della struttura nel portare avanti buone pratiche come quella che abbiamo condiviso durante le giornate di vendemmia".

“Ringrazio la Fondazione Cardinale Maffi- ha aggiunto la Consigliera Regionale Daniela Menini -  che ospita e cura questo progetto importante e un mio personale sentito ringraziamento porgo all’Azienda Agricola “La Felce” di Andrea Marcesini che si è prestata a accogliere le Sorelle e i Fratelli preziosi, offrendo la propria esperienza e professionalità in un ambito diverso, a testimonianza del fatto che l’agricoltura sa essere maestra di vita!”

Vendemmia Olmarello

Il Direttore Generale di ASL5, Paolo Cavagnaro: “Il progetto di Agricoltura Sociale si è rivelato, come speravamo, un percorso importante per l’inserimento non solo lavorativo ma anche sociale di questi giovani. Il confronto quotidiano con una nuova realtà, l’acquisizione di responsabilità, la consapevolezza della necessità di cura della terra perché possa produrre i suoi frutti, sono tutti traguardi che oggi con questa vendemmia i beneficiari hanno raggiunto. La nostra intenzione è quella, come azienda sociosanitaria, di non fermarci a questi risultati, ma di continuare nel tempo a sostenere questi ragazzi speciali”.

Il Direttore SocioSanitario di ASL5, Simonetta Lucarini: “La vendemmia di oggi è solo apparentemente l’atto conclusivo del percorso formativo che ha visto protagonisti questi ragazzi. Piuttosto, invece, è l’inizio di una nuova sfida, l’ingresso in una realtà strutturata conquistata grazie all’acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro. Tutto quello che hanno imparato permetterà loro di avere uno sguardo diverso sulla vita e sul futuro”.

“Il vino è un simbolo - ricorda tra i filari don Antonio Cecconi, vicepresidente della Fondazione Casa Cardinale Maffi -. Gesù si è servito spesso del vino anche come metafora. Il vino nasce da tanti acini e grappoli, e così il nostro ‘vino prezioso’ è segno di un’unione. Ci sono tanti soggetti che si sono messi insieme, come i grappoli d’uva, per fare qualcosa di buono, qualcosa che è simbolo di vita e gioia. La Fondazione Maffi fa questo: lavora non solo per il benessere fisico ma anche per dare vita, bellezza e gioia alle Sorelle e ai Fratelli Preziosi”. 

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