Riflessioni sul webinar “La bellezza: un dialogo con Don Luigi Verdi”

La bellezza con “icché c’è”. di Matteo Pardini

Come fa a costruire così tanta bellezza?”. E’ questa una delle tante domande che Franco Falorni, Presidente della Fondazione Maffi, racconta di aver rivolto a Don Luigi Verdi nel loro primo incontro. “Costruisco la bellezza con “icché c’è”: una spiga di lavanda, un pezzo di ferro, un filo, una pietra, una preghiera su una panca”, la risposta di Don Luigi.

Si è assunta un compito arduo la Fondazione Maffi promuovendo un webinar nel quale “imparare ed insegnare bellezza”. “Con umiltà, senza la presunzione di maestri, ma con la tenacia dei testimoni”, come ha chiarito in apertura il moderatore dell’incontro, Don Antonio Cecconi.

Per trattare il tema è stato invitato Don Luigi Verdi, il fondatore della Fraternità Romena e Cesare Allegretti, consigliere della Fondazione, che ha portato la propria testimonianza. Una persona che, nel proprio personale percorso di vita, ha incontrato il dolore, e per quel dolore ha scoperto Romena: da scettico ad innamorato di quel “luogo”, dove chi arriva può sostare, fermarsi dalla frenesia del quotidiano. Dove ci si sente a casa, dove si incontrano, davvero, gli altri. E dove si incontra sé stessi. Per fare pace coi propri dolori, piccoli o immensi che siano. “La bellezza di Romena”, racconta Allegretti, “è la bellezza non solo del luogo, ma anche degli incontri, dei dialoghi, degli arredi fatti con materiali vivi, di scarto. Una bellezza semplice, insomma, creata con “icché c’è””.

La stessa bellezza semplice che Carla Marfella, fisioterapista dell’Unità per stati vegetativi di Cecina, e Valeria Mori, OSS della Residenza per disabili di Collesalvetti, trovano nella relazione quotidiana coi Fratelli Preziosi (così vengono chiamati gli assistiti nella Fondazione Maffi). Dove si impara a gioire del semplice: uno sguardo dritto negli occhi, un movimento di un dito o di un piede, di una persona che è in stato vegetativo. O un sorriso. “E’ necessario guardare con occhi nuovi, toccare con mani gentili, ascoltare piccoli suoni”, afferma Carla, “la bellezza sta nelle piccole cose”. “E’ difficile lavorare con la sofferenza, ma tornerei a scegliere questo lavoro altre milioni di volte” conferma Valeria, portando l’esperienza di chi cerca di donare qualcosa all’altro, e scopre di ricevere più di ciò che dona.

E' stato un webinar “vivo”, denso di esperienze di vita, concrete. Emozionanti ed emozionate. Tra queste, la testimonianza di Manuela Coloretti, mamma di Tommaso, un ragazzo che vive nella residenza psichiatrica di Olmarello. Manuela, per raccontare la bellezza, parla del sorriso del figlio. E, nel farlo, porta di fronte a tutti la sua commozione nel ricordare il marito scomparso, che aveva lo stesso sorriso di Tommaso. Un sorriso ampio, semplice.  Che, dopo le parole di Manuela, definire bello è dire poco. Perché fa intravedere il cuore.  Di Tommaso. Di suo padre. E di Manuela, che ci ha fatto dono di queste emozioni.

Non è bella una bocca, è bello il sorriso” (come quello di Tommaso). “Non sono belli gli occhi, è bello lo sguardo” (come quello che ci ha raccontato Carla), è ciò che ci conferma Don Luigi: “la bellezza non è la perfezione, quando tutto è preciso: la bellezza è nelle cose vive. Si crea con “icché c’è”, con il semplice”. Porta l’esperienza di una bellezza delle relazioni vere Don Luigi. E’ – la bellezza- una delle cose che ci può salvare, in un mondo in cui diventa sempre più difficile fermarsi. Dove i ritmi sono folli e le relazioni sempre più astratte, inconsistenti, lontane, da uno schermo. Dove vogliamo nascondere ciò che di noi non ci sembra perfetto. Mentre dovremmo imparare a perdonare l’imperfezione. Perdonare chi ci ha ferito. E perdonare noi stessi, le nostre mancanze. Fare delle nostre debolezze la nostra forza. Esaltare la tenerezza di una carezza, invece che la forza. Siamo tutti in cammino verso una bellezza che racchiude tutte queste cose. Dunque una bellezza immensa.

Ma anche piccola, allo stesso tempo.

Composta non da cose superflue.

Ma soltanto da icché c’è.

San Pietro in Palazzi (LI), 21 maggio 2021 

Fondazione Casa Cardinale Maffi Onlus

#fccmnoi

Condivi questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scopri di più

Fondazione Casa Cardinale Maffi Onlus

VIA DON PIETRO PARDUCCI 1
57023, San Pietro in Palazzi

C.F. / P.IVA
00276530490
info@fondazionemaffi.it
phone-handset linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram