L’ecologia ce l’abbiamo nel sangue

Sono stati Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e fondatore di Symbola, Fondazione che promuove aziende e istituzioni che mirano  alla qualità, e Michela Lazzeroni, docente di geografia presso l’Università di Pisa, gli ospiti di “La cura della casa comune”, quarto e ultimo webinar di San Cerbone non si ferma, riflessione, della Fondazione Maffi, sulla crisi sanitaria, economica, ambientale e sociale.

Il pensiero dei due relatori è francescano, quello dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco “...il più importante documento economico prodotto dal 2008 ad oggi… e che unifica il mondo”, dice Realacci, concreto e idealista nel suo intervento. Consapevole delle emergenti criticità di quella che Bergoglio chiama Casa comune; è tuttavia ottimista rispetto alla prospettiva di una nuova economia basata su filiere produttive sostenibili vocate alla qualità, più forti e generatrici di bellezza (benessere, attenzione all’ambiente, lavoro, uguaglianza e dignità per la persona). La sfida vede l’Italia tutt’altro che impreparata: abbiamo già eccellenze quali Milano che, insieme a Vienna, primeggia in europa nella raccolta differenziata, o quelle del settore vitivinicolo e del conciario del pisano.

Realacci elogia il prezioso lavoro della Fondazione Maffi: “la cura della persona più fragile e l’integrazione in una relazione che non sacrifichi la propria identità, sono elementi di tenuta alle sfide più dure per qualsiasi comunità, ciò di cui il mondo oggi ha davvero bisogno.

Michela Lazzaroni, da francescana secolare, incoraggia ad una “conversione ecologica”, che non sia solo pensiero ma anche nuovo stile di vita, e ricorda il Cantico delle creature di San Francesco, composto dal santo ormai defedato dalla malattia ma, nonostante questo, desideroso di ringraziare il Signore per tutta la bellezza donata all’uomo; questa è la traccia da seguire per imparare ad abitare in modo generativo la nostra casa comune.

Don Antonio Cecconi, commenta il Salmo n. 8 (la gloria di Dio e la dignità dell’uomo): inno a Dio, Signore della creazione, ed esortazione dell’uomo a Dio, perché gli insegni a pregare e ad essere a lui grato e degno del ruolo di buon custode: ogni uomo e ogni donna della casa comune ha la responsabilità della relazione con gli altri, a partire dai più deboli e fragili, e poi quella verso il creato e tutti gli altri esseri viventi, che deve essere cura, tenerezza e amorosa custodia.

Questo il link al video di “La cura della casa comune”, il IV webinar di San Cerbone non si ferma

 

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